San Ruggiero: un Santo tra leggenda e realtà

San Ruggiero nacque in un villaggio presso Canne detto oggi Torre di Pietra, tra il 1060 e il 1070. Ruggiero fu eletto vescovo della città di Canne, dove era sorta una piccola diocesi già dal X secolo. Si trovò così a reggere le sorti della sua città natale, reduce della dolorosa distruzione voluta nel 1083 dai Normanni, ad opera di Roberto il Guiscardo. Ruggiero contribuì alla ricostruzione morale e materiale dell’antica città pugliese, sostenendo i suoi concittadini con i conforti della fede e con l’aiuto materiale. Le prime notizie certe che si hanno sono relative all’anno 1100.In quegli anni, egli era in visita a Salerno presso la tomba di Gregorio VII con papa Pasquale II e altri vescovi. In seguito nel 1102,con il papa consacrò la basilica di San Sabino in Canosa. Morì nel 1120 e il suo corpo venne adagiato nella cattedrale di Canne; fu sin da subito acclamato Santo.

La leggenda:

C’è una leggenda sulla vita del Santo nata per uno scritto di “Anonimo cannense”:

San Ruggiero nacque il 13 agosto del 474 a Canne e a 18 anni era vescovo. Nel 493,avvenne l’apparizione di S. Michele Arcangelo sulla vetta garganica. San Ruggiero, si recò sul Gargano con S. Sabino, vescovo di Canosa e S. Riccardo, vescovo di Andria, per consacrarvi la Basilica. Lungo la strada i tre vescovi erano spossati dalla fatica per il gran caldo e per la sete; allora S. Ruggiero si mise in ginocchio e cominciò a pregare intensamente e subito un’aquila che con le sue enormi ali li riparò dal caldo ed una fossa li scavata si riempì d’acqua fresca così che poterono appagare la sete.

Disegno rappresentante la leggenda del Santo

Culto

Le venerate spoglie di san Ruggiero furono traslate a Barletta il giorno 27 aprile 1276, dapprima nella cattedrale di Santa Maria Maggiore e più tardi presso la chiesa del monastero delle benedettine celestine di Santo Stefano (che poi si chiamerà “di San Ruggero”).

La sua memoria liturgica cade il 30 dicembre.

La festa di San Ruggiero oggi:

La festa di San Ruggiero rappresenta il forte legame della città di Barletta con la tradizione religiosa, motivo per il quale sono in migliaia coloro che ogni anno prendono parte alle sante messe in suo onore, ai festeggiamenti e alla processione finale. Il folclore barlettano, in occasione, non si esaurisce alla sola religiosità, quella di San Ruggiero è in realtà una piccola festa patronale, con bancarelle, fuochi d’artificio e tradizioni culinarie rispettate in ogni casa con un menù specifico per le giornate di festa.

Fonti: Wikipedia,

Libro: “Piccola storia di Barletta, editrice Rotas.